Monthly Archives

giugno 2018

Piacenza. «Una pallottola con il mio nome»: chi era suor Leonella, ora beata

By | Testimoni

«Mogadiscio è ancora una zona molto “calda” di pallottole e varie altre attività poco sagge. La gente povera è veramente stanca e ridotta agli estremi. La gioventù ha perso le speranze e desidera una vita che non abbia più violenza». Così scriveva in una lettera inviata al Centro missionario della diocesi di Piacenza-Bobbio suor Leonella Sgorbati, la missionaria della Consolata uccisa in Somalia il 17 settembre del 2006 di cui è stato riconosciuto il martirio “in odium fidei”. Leggi

ARCO E FECONDAZIONE ARTIFICIALE: una sconfitta per tutti

By | Articoli Bioetica 2018

La fecondazione artificiale comporta: alti tassi di embrioni umani sacrificati (uccisi); basso tasso di risultati (pochi “bambini in braccio”); molti problemi fisici e psicologici per i bambini nati; forti tensioni, soprattutto causa eterologa, tra coniugi, e, successivamente, tra il figlio e il genitore adottivo (quello dei due che non ha contribuito con un suo gamete). Leggi

La sofferenza ha un senso (laico)?

By | Salute

«Ma perché dare al sole? Perché reggere in vita; Chi poi di quella consolar convenga? Se la vita è sventura; Perché da noi si dura?»: così cantava il pastore errante dell’Asia nel suo canto notturno pensato da Giacomo Leopardi, riassumendo non già la realtà, ma la interpretazione che della realtà il più delle volte si da, cioè l’idea della inutilità della sofferenza che invade e pervade tutta la vita dalla nascita alla morte. Leggi

Morto il grande scrittore statunitense Philip Roth

By | Cultura

È morto a 85 anni il grande scrittore statunitense, più volte candidato senza successo al Nobel. Nella sua opera l’insoddisfazione esistenziale rasenta spesso la disperazione; per lui la letteratura era tutto e tutto poteva sostituire,
dalla religione alla psicoanalisi fino alle relazioni personali. Leggi

ABORTO – Universitari per la vita: “Chiediamo la fine della 194”

By | Articoli Bioetica 2018

La fondatrice Chiara Chiessi: «La partecipazione alla Marcia è una testimonianza per ricordare che tutti i nati dopo il ’78 sono sopravvissuti alla 194. Scendiamo in piazza per testimoniare l’iniquità di quella legge. Il fatto di vedere che ci sono dei giovani che si spendono per questa causa e credono in qualcosa fa riflettere. Oltre a farci sentire e informare preghiamo, anche se fra noi c’è anche chi non è cattolico». Leggi