Racconta la storia di un personaggio comico che compie un viaggio alla ricerca di una nuova terra in cui abitare, ma che si ritroverà, suo malgrado, perseguitato dalla stessa patria (la Palestina) dalla quale è fuggito. Il film pone allo spettatore una domanda importante: dov’è il posto in cui ci possiamo sentirci davvero “a casa”?
Pochi sanno che tra fine gennaio e inizio febbraio, il Consiglio Nazionale della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), ha “aggiornato” l’articolo 17 del Codice Deontologico Medico che affermava: “Il medico, anche su richiesta del paziente, non deve effettuare né favorire atti finalizzati a provocarne la morte”. Questo per consentire ai medici che decidono di trasformarsi in “sicari” di collaborare alla morte dei loro pazienti come deliberato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 242/2019.
Per un mese sul Coronavirus si è letto di tutto, si sono fatte speculazioni di fantapolitica o fantamedicina, e probabilmente non si è fatto al meglio l’unica cosa che andava realmente fatta: attuare una attenta, scrupolosa, capillare sorveglianza.
«Cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo». Celebri parole di Giulietta in Romeo e Giulietta di Shakespeare. È vero quanto afferma l’adolescente veronese? A volte sì. Uno stesso oggetto può essere
indicato con parole differenti, ma tali lemmi, posto che il loro significato convenzionale sia il medesimo, farebbero riferimento sempre allo stesso ente: “tavolo”, “table”, “mesa”. Cambia il termine a seconda della zona geografica, ma l’essenza di ciò che indica è sempre la medesima. Ma questo non sempre capita: un essere umano maschile deve essere indicato da un termine maschile. Ad un neonato maschio possiamo dare il nome di “Mario”, “Stefano”, “Claudio”, ma non di “Maria”, “Stefania”, “Claudia” dal momento che questi ultimi nomi tradirebbero l’identità di quel bambino, non corrisponderebbero alla realtà, che in questo caso è una realtà sessuata maschile.
Gesù e i cristiani pesantemente offesi. Ancora. Ma stavolta non per mano di qualche laicista o di violenti come quelli che sabato, a Tolosa, hanno interrotto un presepe vivente di bambini delle elementari grido «stop ai fascisti», no: stavolta la cristianofobia viene dal piccolo schermo, precisamente da Netflix, che ha reso disponibile un lungometraggio del collettivo «satirico» brasiliano Porta Dos Fundos. Nella programmazione natalizia della piattaforma di streaming on demand più famosa al mondo è stata difatti inserita A Primeira Tentação de Cristo, «La prima tentazione di Cristo», in cui c’è Gesù gay intento a presentare alla famiglia e ai discepoli il fidanzato,
Orlando, conosciuto nei 40 giorni nel deserto il quale, poi, si rivela figura satanica.
La comunità degli ebrei ortodossi del Regno Unito sta mostrando alle altre confessioni religiose come comportarsi nei confronti della imposizione da parte del governo di pratiche educative nelle scuole legate alla cultura ideologica LGBT. Se ne parla in questo articolo di Paul Smeaton pubblicato su LifeSiteNews.
Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che la tradizionale definizione di matrimonio tra un uomo e una donna dovrebbe essere aggiunta alla costituzione russa, aggiungendo che sotto la sua guida la Russia non adotterà i termini “genitore numero 1” e “genitore numero 2”.
C’è un giudice in Canada? Ce lo chiediamo alla luce della decisione presa lo scorso anno, da un tribunale canadese della Columbia Britannica che ha stabilito che una ragazza di 14 anni che afferma di sentirsi “transgender” può passare attraverso procedure mediche invasive e pesanti per diventare un ragazzo e tutto questo nonostante le forti proteste del padre.
A chi millanta che il gender non esiste, sottoponiamo la descrizione del singolare corso proposto dall’Università degli Studi di Bologna, all’interno della Facoltà di Lingue, Letterature e Culture moderne, tenuto dalla professoressa Rita Monticelli. Sul sito internet dell’Ateneo c’è scritto, infatti, papale papale che, con il corso “gli studenti e le studentesse acquisiscono conoscenze approfondite delle teorie e metodologie degli studi di genere in diversi contesti culturali. Il corso intende favorire l’analisi delle rappresentazioni e costruzioni di genere e del rapporto identità/alterita’ in diverse forme testuali (teorie critiche, narrativa, testi visuali) in una prospettiva interculturale”.
La “Marvel è pronta perché il mondo è pronto” con questo proclama, Victoria Alonso, capo produzione della Marvel, ha dichiarato l’inserimento di personaggi LGBT all’interno di “The Eternals”, al cinema il prossimo 6 novembre 2020.