No all’imposizione della neolingua woke da parte dell’UE! La Commissione Europea ritiri subito la guida linguistica che vuole abolire parole come “uomo”, “marito”, “moglie” e “nome di battesimo”!
Un sondaggio di Gallup rivela che il 9,3% degli adulti statunitensi si identica come Lgbt. Un dato in crescita soprattutto tra i giovani. Più bisessuali che solo omosessuali. Tutte conferme del contagio sociale: vediamone i motivi.
Mentre aumenta il gettito fiscale di 400 milioni, la giunta emiliana di Michele De Pascale si butta nel sostegno di un progetto per il ricco turismo gay svelando la sua politica a favore del lobbysmo arcobaleno. Insorgono le opposizioni: «Discriminatorio e irregolare». Intanto il turismo a misura di famiglia è completamente al palo.
I “places studies” offrono una prospettiva che vede i monumenti prendere nuovi significati, si pensi a edifici fascisti come poste o stazioni.
Il vertice di Londra rivela l’aspirazione europea a ritagliarsi un ruolo contrapposto a quello di Trump, ma nessuna soluzione alla guerra è possibile senza gli Stati Uniti e neanche la difesa europea è ipotizzabile senza le armi americane.
Il duro scontro nello Studio Ovale davanti ai media nasce da un rituale insolito per un incontro del genere: dilettantismo o “trappola” per ridicolizzare il presidente ucraino? In ogni caso la risposta del vertice di Londra appare confusa e velleitaria.
Mentre la Russia intensifica gli attacchi aerei, il Paese ostenta compattezza. Dietro le quinte, però, aleggiano gli interrogativi sul futuro del leader: «Costringerlo a farsi da parte o sostenerlo».
Per la destra suprematista al potere negli Usa il Governo di Netanyahu è un pilastro ideologico su cui poggiare il nuovo ordine mondiale in via di definizione con Vladimir Putin. Ora per l’Ue è il momento delle grandi decisioni: vale la pena tradire la natura di pace dell’Unione? Come sostenere attivamente il diritto internazionale? Perché non spostare la sede dell’Onu da New York a Strasburgo?
Ad Alcide De Gasperi – più che a chiunque altro – l’Italia deve il lungo periodo di democrazia e di pace che dal dopoguerra arriva fino ad oggi. Presidente del Consiglio dal 1945 al 1953, in pochissimi anni pose le fondamenta politiche della “casa comune” degli italiani e inserì un Paese vinto e responsabile di una terribile guerra di aggressione tra i soci fondatori dell’Alleanza atlantica e dell’unità europea.
I nostri figli, sognando di divenire adulti completi e maturi, implorano educatori preparati e motivati che costituiscano una rete di «complicità educativa» nella quale, ogni adulto, si ritenga responsabile della crescita dei propri figli e dei figli di tutti nella formazione alla «vita buona» e alla «bontà della vita».