Ormai è rimasto solo il Pd a sostenere con le proprie insegne i Gay pride e a fomentare il dileggio politico per imporre il diktat Lgbt. Un cartello di una Meloni che allatta svela la violenza politica che è diventata comune. E che non offende solo il premier come mamma, ma tutte le madri.
Dopo aver disintegrato la figura del padre, il kulturame di Sinistra ha avviato un’incendiaria campagna d’odio contro la madre e il materno femminile. I rimproveri della stampa progressista alla Meloni, che ha portato al G20 di Bali la figlia, sono figli dello stesso odio di classe covato contro le donne madri: Murgia, Bindi, Serra, Emma, Colombo. Così l’odio al materno rivela il nichilismo della vita.
L DIRITTO POSITIVO E LA TRASFORMAZIONE DELLA “IRREALTÀ” IN UNA “FINZIONE DI REALTÀ”
“Le Serre dei Giardini”, scrive il sito omonomo, «sono uno spazio rigenerato e centro culturale ibrido all’interno dei Giardini Margherita, a Bologna». Stiamo parlando di un progetto che grazie anche al supporto della Regione Emilia Romagna, oltre che alle laute donazioni di privati – si parla di circa 2 milioni di euro largiti dalla cooperativa Kilowatt – ha l’intento di «riqualificare uno spazio pubblico ricevuto in concessione per 15 anni dal Comune di Bologna e restituirlo alla città dopo un lungo periodo di abbandono».
L’EURODEPUTATO SOFO: “VOGLIONO COSTRUIRE UNO STRUMENTO GIURIDICO CHE IMPONGA INDIRETTAMENTE IN TUTTI GLI STATI MEMBRI IL RICONOSCIMENTO DELLA PRATICA DELLA MATERNITÀ SURROGATA
Chiesto al tribunale di rettificare l’atto di nascita di una bimba, cancellando il cognome della “mamma” non biologica. A breve altre 32 notifiche di atti registrati dal 2017
In un commento di Julian Marius Plutz, l’autore chiarisce cosa è scientificamente provato… e cosa no.
Non è tutto oro quel che riluce. E la vulgata corrente vorrebbe che maggior disinibizione sessuale significa maggior felicità, no? Invece è tutto il contrario: quelli che hanno più rapporti sporadici hanno minor senso di soddisfazione e maggior rischio di stress psicologico. Lo mostra uno studio appena uscito sulla rivista Journal of Sex Research (giugno 2013) che ha analizzato 4000 studenti universitari sull’impatto psicologico dei rapporti sessuali sporadici
Su richiesta della Corte costituzionale il Parlamento belga sta approvando una legge che renderà possibile a una persona cambiare legalmente di sesso ogni volta che vuole, a semplice richiesta. E all’orizzonte c’è la proposta di abolire l’indicazione del sesso sui documenti ufficiali per non discriminare le persone non binarie. E siamo ancora in cammino verso l’obiettivo finale: la cancellazione dell’identità personale, l’eliminazione della natura umana.
Tra le conferme di questo mese di giugno ce n’è una abbastanza scontata, ancorché significativa: è quella che vede la Walt Disney company tra gli sponsor del Roma Pride 2023, la manifestazione Lgbt in queste ore finita al centro delle polemiche per la revoca, dopo la denuncia di Pro Vita & Famiglia, del patrocinio alla stessa da parte della Regione Lazio. La dimensione significativa di tutto ciò sta nel fatto colpisce – e non può che essere così – vedere una grande casa produttrice di contenuti per bambini sostenere una manifestazione che, appoggiando l’utero in affitto, sostiene di fatto una pratica neoschiavista come la compravendita di bambini.